Archive for ottobre 2011

 La vita è già abbastanza complicata così, con tre figli piccoli, tutti maschi per giunta,
che ti chiamano di notte, uno perché ha sete, l’altro perché ha la pipì, il piccolissimo perché è tittadipendente,
che si svegliano prestissimo, carichi come delle molle, e ti buttano giù dal letto a suon di pupazzate, inferte però rigorosamente con oggetto transazionale ad elevata carica affettiva,
che vanno in asili diversi, sparsi per la città, e che dopo che li hai sistemati tutti sono le otto e mezzo di mattina e tu sei già così stanca che torneresti a letto,
che quando li vai a prendere dopo la merenda hanno sempre una fame da lupi, che uno vuole il “ciuccio orso”, l’altro che “non mi prendi mai in braccio”, il piccolo vampiro che “sempre la titta c’ha in mente”, (altro…)

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Non riesco a dormire. È notte. Davide, Michele e Vangio dormono nel loro futon tri-matrimoniale da più di cinque ore. Luca lo stesso, anche se da qualche ora in meno, lo sento russare piano, mentre gli abbraccio una gamba con la mia gamba, sotto un piumone 100% organic che non fa caldo per niente.

Mi alzo, vado in sala e mi siedo in camicia da notte davanti al computer, l’Apple di famiglia, una specie di animale domestico che fa tanta compagnia e non sporca niente.

Digito la parola “cohousing” e clicco sul pulsante “immagini” di Google. Il risultato sembra un sogno nordico: casette colorate, immerse nel verde, tanti bambini, tutti biondi e pallidi, nessuna automobile e il cielo azzurro. (altro…)

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“Dove siete?” chiedo al telefono quando mi confermano l’appuntamento. “Palazzo Europa, decimo piano, la aspettiamo alle due, puntuale, perché il presidente alle due e mezzo ha un altro impegno”.

La cooperativa di abitazione a proprietà indivisa non ha il know how e le energie per affiancarci, ma al presidente l‘idea di un cohousing per famiglie con bambini piace molto, mi dà alcuni consigli su come arricchirla e renderla più comprensibile, mi dice che “se riuscite a convincere il Comune di Modena a investire su un progetto del genere e a darvi un pezzo di terra sarete i pionieri di un nuovo modo di abitare e di vivere, che non sarà facile riuscirci, ma che frenare l’entusiasmo è un delitto. In bocca al lupo”.

Qualche giorno prima, sempre al decimo piano di un palazzaccio anonimo affacciato su una strada ancora più anonima, avevo presentato un’offerta per acquistare, a 350mila euro, “una bella villetta a schiera ristrutturata vicino al verde e ai servizi”. (altro…)

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