Archive for dicembre 2011

Scelte e esperienze
Mentre passeggiavamo sulla neve, ognuna con un bambino imbacuccato in braccio, la mia amica con i capelli corti gli occhi grandi la pelle chiara e il sorriso tra le guance mi fa: “Tu continui a chiamarla esperienza, ma le esperienze finiscono, questa del cohousing invece è una scelta e le scelte sono per sempre”. (altro…)

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L’altra notte ho fatto un sogno. Due mie vecchie amiche, sorelle dalla nascita, mi avevano invitato, con figli e marito, a casa loro, per il pranzo di Natale. Abitavano in un vecchio appartamento al terzo piano di un palazzo in stile parigino, di quella Parigi da Belle Epoque, boulevard e tarte tatin. (altro…)

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Fine del mondo

Sulla Stampa di ieri Massimo Gramellini ha parlato della fine del mondo. Il suo editoriale, a dispetto del titolo, è un invito a essere ottimisti, a sognare, a smettere di essere pigri e vigliacchi, a agire guidati dalla passione, ad afferrare il tempo, a smettere di lamentarsi, di fare le vittime, di aspettarsi dagli altri la soluzione dei nostri problemi, a diventare adulti, profondi ma leggeri. Tutto questo per scoprire – continua Gramellini – che il 21 dicembre 2012 non finirà un bel niente, semmai comincerà qualcosa. Qualcosa che sarebbe meglio far cominciare già adesso, anche dentro di noi.
Mentre leggevo la Stampa pensavo al nostro cohousing, a questo “sogno con i piedi per terra” che è quanto di più concreto e solido si possa immaginare: case, erba, alberi, persone, tanti bambini.
Pensavo che noi non abbiamo aspettato il 21 dicembre del prossimo anno per far cominciare qualcosa, ma ci siamo messi all’opera subito, per vedere “cosa si può fare in un anno che non si è fatto mai”..

 

colonna sonora: My way, The Sex Pistols

 

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L’incontro del 16 dicembre con le famiglie interessate al progetto di cohousing doveva servire anche a condividere una visione comune di quello che si vuole realizzare e un’immagine condivisa del posto in cui si vuole abitare: stabilire e chiarire i motivi dello stare insieme sono infatti la base sulla quale creare un gruppo solido, aumentando notevolmente le probabilità di costruire un’operazione di successo. (altro…)

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Ieri pomeriggio c’è stato il primo incontro ufficiale del gruppo di famiglie interessate al nostro progetto di cohousing. Ci hanno ospitati gli amici di Itaca, nella loro living room comune.
Noi abbiamo portato lavagna a fogli mobili, post-it, pennarelli, fogli e penne, un po’ di patatine, qualche dolcetto, acqua e bibite.
Ci siamo seduti intorno a due tavoloni vicini, per poterci guardare tutti in faccia. Eravamo in tanti, molti non si conoscevano tra loro; io mi sentivo un po’ come in un’agenzia matrimoniale, anche se non ci sono mai stata. A me è sembrato che subito ci fosse un po’ di timidezza diffusa – ognuno entrando cercava subito con gli occhi qualcuno che conoscesse – ma anche tanta curiosità per un incontro un po’ anomalo: in tanti hanno detto che questa idea diversa di abitare ce l’avevano da tempo, che tante parole tra amici erano state fatte per provare a dar vita a un progetto residenziale comune, ma arrivare a incontrarsi sul serio, in tanti, con un’idea di progetto, con l’interesse del Comune, con l’intenzione di provarci davvero, è un’altra cosa. (altro…)

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Stamattina sulla scrivania in ufficio ho trovato il biglietto di auguri di Natale del Sindaco.
La frase che lo accompagna è di Enzo Biagi e dice:
“Qualche volta è scomodo sentirsi fratelli, ma è grave sentirsi figli unici”

Diciamo che i nostri bambini il rischio di sentirsi figli unici non lo corrono tanto.
Venerdì ci incontreremo ufficialmente per la prima volta tra famiglie interessate a questa specie di cohousing per famiglie con bambini piccoli.
Saremo 15 famiglie, 42 bambini in totale, 10 anni l’età del più grande, nessun figlio unico..

colonna sonora: Brothers and Sisters, Coldplay

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Per il ponte dell’Immacolata ci siamo trasferiti quattro giorni alla Peschiera, la casa in mezzo al bosco sulle nostre montagne che hanno affittato i miei suoceri. C’è il sole, di neve neanche l’ombra.
Succede che la nostra idea di trasferirci per il ponte in montagna è un’idea che hanno avuto in tanti, nonostante a Sestola non ci sia un filo di neve.
E così, di ritorno da una mattina al parco dei castagni, ci ritroviamo nella casa di vacanze dei Forna, per un pranzo qualsiasi, in tre famiglie di amici, in tutto sei adulti e otto bambini (più un cane labrador e una rana pacman).
Il bambino più grande ha sei anni e mezzo, il più piccolo 11 mesi, in mezzo sei ragazzotti di due, tre, quattro e cinque anni. (altro…)

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Qualche giorno fa ho letto questo articolo di Francesco Chiodelli sulle forme di coabitazione. Cohousing vuol dire tante cose, ogni esperienza di questo tipo fa storia a sè, ogni progetto sembra essere confezionato “su misura” per chi ci andrà a vivere. Ma Chiodelli individua quattro elementi tipici che accomunano le esperienze di cohousing, sui quali può essere utile che anche noi ragioniamo.

Le caratteristiche spaziali sono il primo elemento che accomuna i progetti di cohousing: si tratta di interventi di piccole dimensioni (tipicamente tra 15 e 40 abitazioni), realizzati in ambito urbano, talvolta con predilizione per le periferie (dove c’è più disponibilità di spazio, migliore qualità ambientale e costi più bassi),caratterizzati da una particolare attenzione per i temi di sostenibilità ambientale, composti da abitazioni mediamente più piccole di un 5-15% rispetto alla media. La tipica figura spaziale che ne risulta è un piccolo insediamento introverso di case monofamiliari, raggruppate intorno a spazi comuni posti al centro dell’agglomerato, collegate da percorsi pedonali. (altro…)

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Dentro l’Officina dei coriandoli fa freddo, non penso che il riscaldamento sia acceso.
Prima di sedermi intorno al tavolino di legno per chiacchierare con l’architetto Pantaleoni mi tolgo la giacca e la appoggio allo schienale della sedia. Ma dopo qualche secondo mi alzo e me la rimetto. Ho troppo freddo.
Nonostante il freddo, in quell’officina così pulita ci starei tutto il pomeriggio, magari con una tazza di the caldo tra le mani, per scaldarmi. Perché Pantaleoni, quando parla, ti fa sognare; e quando alzi gli occhi e ti guardi intorno pensi che non è un sogno, ma è tutto vero. (altro…)

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Qualche giorno fa sono stata con la mia amica Cosetta a visitare le Coriandoline, un gruppo di case progettate insieme ai bambini delle scuole dell’infanzia di Correggio e costruite a partire dalle esigenze abitative di quei bambini.
Il risultato è sorprendente, da lasciare a bocca aperta: muri colorati arricchiti da decorazioni uniche, forme particolari, diverse, messe insieme con gusto e grande senso estetico, spazi tradizionali rivisitati in chiave magica, particolari preziosi, un’altissima personalizzazione delle soluzioni, un senso di pace, tantissimo verde, nessun cancello, nessuno steccato.
“I bambini, in questo intervento – ci spiega l’architetto Pantaleoni che ha seguito dall’inizio alla fine il progetto – sono stati usati come parametro generale di qualità, una qualità indipendente dall’età”.
E infatti nelle venti abitazioni delle Coriandoline vivono felici e a proprio agio anche tante persone senza bambini o con bambini già grandi. (altro…)

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