Archive for febbraio 2012

Rama

“Ha iniziato a camminare da poco il tuo bambino, eh?” mi chiede in un italiano imperfetto un ragazzo ricciolino, con indosso un gilet rosso imbottito e una bambina sulle ginocchia, mentre io aspetto a chinino Vangio, che traballante, braccia tese in avanti e andatura alla Frankenstein, viene verso di me col piglio soddisfatto dell’homo erectus. “Sì – gli faccio – è qualche giorno che si è mollato e fa le prove di equilibrio in movimento”.
Io e quel ragazzo ricciolino ci siamo incontrati stamattina nella sala d’attesa dell’ambulatorio delle vaccinazioni pediatriche, entrambi lì a far passare la mezz’ora del post vaccinazione, nella quale ti consigliano di rimanere nell’ambulatorio per monitorare l’insorgere di eventuali reazioni allergiche o altri gravi disturbi “molto rari, signora, ma ogni tanto succede”.
“Anche la mia bambina sta iniziando adesso a camminare. Attaccata al muro Rama va velocissima!”, continua col sorriso quel giovane papà. Chiacchierando abbiamo scoperto che Vangio e Rama sono nati nello stesso ospedale, lo stesso giorno, a due ore di distanza l’uno dall’altro, quattordici mesi fa. (altro…)

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  1. La tovaglia di plastica lavabile non è sicuramente bella, ma con tre bambini in età prescolare, sul tavolo di cucina è d’obbligo.

  2. Mettersi una collana e prendere in braccio Vangio vuol dire non considerare la collana rigidamente come una fila ordinata di perline attorno a un filo, ma apprezzare la sua potenzialità di trasformarsi in tante perline sparse sul pavimento.

  3. Usare il ciuccio come tappo non è consigliato dai pediatri, ma dalla mamma di Michele sì.

  4. Abitare con quattro maschi e pensare di riuscire a educarli a fare pipì dentro il water è pura utopia.

  5. Spezzare il rito dell’addormentamento fatto di “un libro da leggere, una canzone da cantare, una storia (inventata) da raccontare e un bacio della buonanotte” è crudeltà, limitarlo a 45 minuti questione di sopravvivenza (materna).

  6. Quando intorno a un bambino c’è più di un adulto con legami di parentela con lui, stai sicuro che quel bambino se ne renderà conto e senza un’apparente ragione, inizierà a urlare a squarciagola.

  7. Il punto 6 non vale se uno degli adulti è Marcozio, ingegnere biondo, ciclista nelle gambe e filosofo nel cuore, venerato come una divinità da tutti i suoi nipoti.

  8. La colazione è il pasto più importante della giornata e un momento sacro per la famiglia. Se però dura più di un’ora, considera che quell’ora in qualche modo la devi recuperare.

  9. Sistemare tutte le sere tutti i giochi sparsi per casa è un ottimo esercizio zen. Però dopo cinque anni di quotidiano esercizio zen, se qualcuno ha una bacchetta magica la provo volentieri.

  10. Se ti sdrai insieme ai bimbi per addormentarli, la probabilità che non ti addormenti anche tu è pari a quella di trovare la bacchetta magica di cui sopra con cui riordinare i giochi. Se, pur sapendolo benissimo, regolarmente ti sdrai con loro, vuol dire che hai molto sonno.

colonna sonora: Il testamento di Tito, Fabrizio De Andrè

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È stata la classica giornata campale, intensa e tonda.
Ho avuto mal di testa da sabato all’ora di pranzo a domenica all’ora di cena. L’ultima volta mi era successo undici anni fa, quando bevevo ancora caffè. (altro…)

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A molti bambini piacciono i Pokemon, a quasi tutti Ben 10, tanti giocano a fare i Power Rangers e qualcuno dal gusto un po’ retrò sogna ancora l’Uomo Ragno.
Anche Davide ha i suoi idoli.
Dopo Marcozio che per tutta una serie di motivi fa gara a sé, come i film “fuori concorso” ai festival del cinema, la nuova passione totalizzante di Davide è Kelly Sildaru. Dal nome potrebbe sembrare anche lei l’eroina di un cartone animato giapponese e invece Kelly Sildaru è una bambina estone di 9 anni, campionessa di freestyle sugli sci. (altro…)

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Lo scorso 16 novembre, Arundhati Roy, la scrittrice indiana diventata famosa con il romanzo Il dio delle piccole cose, ha parlato a Zuccotti Park. Nel suo bel discorso ha riconosciuto al popolo di Occupy Wall Street di “aver riportato il diritto di sognare in un sistema che cercava di trasformare i suoi cittadini in zombie stregati dall’equazione consumismo insensato, felicità e realizzazione di sé”. Secondo Arundhati Roy, Occupy Wall Street è riuscita a introdurre un nuovo immaginario all’interno del capitalismo, un modello economico obsoleto che deve essere sostituito, in quanto incapace di garantire benessere e giustizia sociale a tutte le persone.
Del fatto che per la prima volta dai tempi della rivoluzione industriale i postulati dell’economia capitalista vacillino è convinta anche Loretta Napoleoni, secondo la quale l’applicazione di nuovi modelli di consumo basati sullo scambio e la condivisione sta dando vita a movimenti di massa che minacciano di ridisegnare l’economia occidentale. Il sistema capitalista basato sui concetti di merce, possesso esclusivo, accumulazione e consumo sfrenato (alimentato da pubblicità martellanti) non regge più, non solo da un punto di vista di sostenibilità ambientale ma anche da un punto di vista di convenienza economica. (altro…)

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Stamattina ci siamo svegliati con la neve. Negli ultimi giorni è la norma, qui nella Siberia d’Emilia.
Dal cielo bianco latte si staccano irregolari straccietti di neve, in un turbinio di coriandoli che sembra una preview in bianco del carnevale imminente.
Se avesse nevicato meno, il programma della mattina sarebbe stato andare a bobbare (insuperabili pin accelerazione i sacchetti per surgelati dell’In’s discount) sulla collina del parco Amendola.
Se non avesse nevicato affatto, invece, saremmo andati in piscina, come ogni domenica standard. La piscina appunto, una sorta di mostro finale di quei videogame “sparaspara” nei quali la probabilità di uscire vivi è bassissima e il game over dietro l’angolo.  (altro…)

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Sul blog della Giulia, l’ultimo post si intitola “Auschwitz spiegato a Davide, che a dicembre compie 6 anni”. Quel Davide è il mio Davide, e mi sono anche un po’ commossa a leggere quel dialogo vero al quale avevo assistito, volutamente distratta, qualche sera prima. Un dialogo sulla guerra, sui soldati, le prigioni, la morte. Ma è ancor di più un dialogo sulla vita. E una bella lezione di vita.
Davide, dicevo, è il mio Davide. E la Giulia, la mia Giulia.
Quella Giulia che ha scritto il primo post apposta per il suo blog raccontando una cena a casa nostra a spiegare a mio figlio “grande” il suo viaggio in treno in Polonia. Quella che ha anche scritto che ha preso spunto dal mio blog (e non sai questo quanto mi faccia piacere).
Quella che in quarta ginnasio non ci parlavamo neanche e che adesso ci parlerei sempre. (altro…)

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