Archive for agosto 2014

IMG_20140821_155551La signora seduta di fianco a me sta leggendo sul kindle Il mago di Oz mentre tira fuori da un piccolo parallelepipedo color salmone delle patatine salatamente rumorose. Mi cade l’occhio sulla parola Dorothy, e mi sembra un segno del destino, che io sto volando a Londra per presentare un progetto sulle case e modi di abitare degli italiani che vivono a Londra che si chiama Doorothy, un nome nato un giorno che con degli amici mangiavamo tigelle e bevevamo lambrusco e dicevamo che per un progetto che parla di case ci stava bene un rimando alle scarpette rosse della Dorothy di L. Frank Baum che alla fine del romanzo riescono a riportarla magicamente a casa e che per identificare la casa una parola come “door” sembrava funzionare.

L’ultima volta che ho volato da sola mi sono aggrappata allo stewart in preda ad un attacco di claustrofobia, ‘sta volta sono partita con i fiori di Bach in tasca, quattro mele in borsa, da sgranocchiare per ritmare la respirazione, e un vecchio rosario al collo.

Michele, che mi ha accompagnato all’aeroporto ancora in pigiama e con le scarpe mezze vuote di suo fratello più grande ai piedi, mi ha salutato letteralmente abbracciandomi al collo e mi ha fatto scivolare tra le mani un minuscolo adesivo con una madonnina disegnata sopra che mi sono prontamente attaccata alla fodera della giacca e che ancora mi domando da dove l’abbia tirato fuori.

Stamattina a Bologna non si gira e Michi tre volte chiede a papà perché dice “che strada del cazzo!” e poi accelera al massimo. Arriviamo al Marconi che mi sta già salendo l’ansia di perdere l’aereo, cammino veloce perché correre significherebbe aver ceduto al panico fino al check-in dove voglio chiedere un posto in prima fila, per provare a tenere a bada la mia stupida claustrofobia.

Si avvicina un ragazzo con la pelle chiara e un paio di pantaloni stretti, parla in perfetto italiano con un forte accento inglese e mentre si tocca febbrile i capelli neri dice che che si è dimenticato di imbarcare il bagaglio e adesso ha paura che non lo facciano salire sull’aereo. Si vede che è molto in ansia, finisce una frase e ne inizia subito un’altra, mi chiede se possiamo andare insieme all’imbarco e fare insieme le varie pratiche che precedono il volo. Dissimulo serenità e cerco di rassicurarlo mentre penso che svenirebbe di colpo se sapesse che si sta affidando a una che si è scaricata sullo smartphone una dispensa di esercizi di respirazione yoga da utilizzare in caso di emergenza e che sta meditando di scolarsi tutta la boccetta di fiori di Bach.

Senza volerlo ho comprato insieme al biglietto anche l’opzione per saltare la fila all’imbarco e così lì le nostre strade si separano, dopo una mezz’oretta di chiacchiere tra il controllo passaporti e quello per la sicurezza. Il suo accento inglese è cresciuto con lui nella scuola inglese di Roma, dove suo padre – che mentre saliamo sulla scala mobile verso gli imbarchi scopro essere un economista dell’MIT – ha mandato sia lui che i suoi fratelli. La storia di questo ragazzo di sedici anni che passa l’estate a Ferrara nella grande casa dei nonni materni e il racconto delle sue disavventure aeree mi rilassano e entro in aereo rassegnata al fatto che nessuno vuole cambiare il suo posto in prima fila con il mio in undicesima e che se ho calmato Federico posso calmare anche me stessa.

Per aiutarmi preparo il rito del decollo: porto la mano destra sul naso, pollice su una narice e anulare sull’altra e tento la respirazione a campana, facendo finta di essere concentrata in quella posizione come per risolvere chissà quale teorema di matematica. Intanto con l’altra mano accarezzo le palline vetrate del rosario. Mi interrompo e ingurgito i fiori di Bach, poi tiro fuori il libro che ho comprato prima di partire: la guida- romanzo su Londra di Simonetta Agnello Hornby che dal secondo cognome fantastico sia la moglie del più noto Nick e che mi sembra una lettura interessante, per me che ho scelto il punto di vista degli italiani per raccontare l’abitare a Londra, visto che la signora Agnello, partita da Palermo cinquant’anni fa, a Londra ci vive ancora.

Il libro è piacevole e riesco a sbattere indietro i tentativi del panico di salirmi in testa. Leggo il decollo dall’areoporto di Punta Raisi di Simonetta ragazza mentre il pilota dell’aereo su cui sono seduta schiaccia il pedale dell’acceleratore e l’aereo si alza sul cielo di Bologna.
Mentre sono chiusa in questa supposta gigante bianca e arancione penso ai quattro giorni di libertà che mi aspettano, nella città che offre tutto ciò che la vita può offrire, come sta scritto sul retro della copertina del libro che ho in mano.

colonna sonora: Confortably Numb, Pink Floyd 

Annunci

Read Full Post »