Archive for marzo 2015

IMG_20150320_154948È martedì sera, il padre torna tardi, la madre e i bambini mangiano prima, da soli. La cena inizia con un battibecco su chi-si-deve-sedere-dove, i bambini gridano, le voci si accavallano, Terzo agita minacciosamente al cielo una forchetta per rimarcare i propri diritti, Primo prova a fare la voce grossa che però non gli esce, la madre cerca di inserirsi nella discussione, propone Ambarabacciciccoccò e similari per dipanare la questione dei posti, sottolinea come nelle ore serali, con una dura giornata alle spalle, tutti sono più stanchi e sarebbe meglio provare a mangiare tranquilli, senza litigare. I tentativi pacificatori non sortiscono gli effetti sperati, la situazione peggiora, il tono di voce cresce, anche la madre alza la voce, forse urla, ma gli animi non si calmano e “il gioco delle sedie” continua in un crescendo preoccupante. In un momento di pausa – giusto il tempo di prendere fiato e caricare i polmoni prima di ricominciare a sparare – nella quiete che tradizionalmente precede la tempesta, Secondo sentenzia: “Ho un’idea: quando il papà non c’è facciamo finta che la mamma è il papà”. Primo e Terzo si guardano perplessi, la madre chiede di riavvolgere il nastro e di risentire la frase, Secondo la ripete pari pari, sicuro che la sua idea sia un metodo infallibile per risolvere la questione. Primo e Terzo incrociano lo sguardo, si girano verso Secondo, la madre aspetta in trepidante attesa, i tre fratelli si stringono la mano, “Sì, va bene, facciamo così” dice Terzo. Primo si rivolge alla madre: “Dove mi devo sedere?” le chiede. La madre è impreparata, Secondo la aiuta “Mamma, stai tranquilla: facciamo finta che sei papà finché papà non torna, puoi dire quello che vuoi che noi lo facciamo senza discutere”. La madre non capisce se deve essere contenta o meno, ma decide di provare, anche perché ha lo stomaco vuoto e non vede l’ora di iniziare a mangiare. Acciglia lo sguardo, rinvigorisce la voce, gonfia il petto e ostentando sicurezza androgina azzarda un “Tu lì, tu là, tu in mezzo”, indicando ogni figlio e poi la rispettiva sedia. Ordinatamente i tre raggiungono i loro posti, nessuna traccia del battibecco infernale che aveva riempito la cucina fino a cinque minuti prima, gli spaghetti al pomodoro scivolano in bocca stranamente lisci, nessuna goccia d’acqua si rovescia sulla tovaglia.
Poi arriva il padre, consueti saluti, qualche bacino, Secondo chiama la madre vicino a lui e le comunica che l’incantesimo è finito: “Adesso che è tornato papà, è di nuovo lui il papà e tu sei la mamma, capito mamma?”.
Per trasparenza aggiungo che la madre in questione sono io e non sono sicura di avere capito bene. Aspettando il prossimo martedì per vedere se il trucco funziona davvero, nel frattempo ho scritto la frase sulla lavagna della cucina, come monito familiare.

colonna sonora: A tratti, CSI 

Read Full Post »