Archive for febbraio 2018

Pensieri impuri

IMG-4006C’è questa scultura, che da fuori è una faccia di maiale, fatta con un pezzo di tronco tagliato da cui parte un ramo tagliato che è diventato il naso del maiale, che ci ho messo l’indice e il medio dentro le narici e ci calzavano a pennello, e mentre avevo le dita dentro quel grugno legnoso ho sentito lo stesso senso di soddisfazione serafica che secondo me ha provato anche Cenerentola quando il messaggero del principe le ha fatto provare la scarpetta di cristallo. E mi è venuta tutta una cosa dentro, a sentire l’aderenza perfetta delle mie dita alle narici del maiale che mi è venuta voglia di portarmela a casa, la faccia del maiale. Solo che non si poteva, perché era esposta nella sala grande del Palazzo Santa Margherita, dove adesso c’è la mostra su Cesare Leonardi, che poi l’ha fatta lui la scultura con il tronco a forma di faccia di maiale. E questo Cesare Leonardi è un architetto che gli piaceva molto fare le cose piccole, che alla fine sembrano più delle statue che roba da architetti, e gli piaceva anche fare fotografie e disegnare, e una cosa che per un po’ di anni della sua vita gli è piaciuta tantissimo, più di tutto il resto, sono gli alberi, e invece il lambrusco e il salame gli sono piaciuti sempre tanto, e era uno che dicono che non smetteva mai di lavorare, come i veri artisti, che la loro vita è fare il lavoro dell’artista e è una bella fortuna fare un lavoro che non puoi smettere mai di farlo perché per te vivere vuol dire fare quel lavoro lì. E anche da un pezzo di tronco crepato  questo Leonardi ci tirava fuori qualcosa, tipo una faccia di maiale, che magari voleva essere un omaggio a questo animale che qui a Modena alcuni lo venerano come un dio, e il suo nettare è il salame. E ieri pomeriggio dentro la sala grande del Palazzo Santa Margherita tutti dicevano che bravo Cesare, che simpatico Cesare, era un genio Cesare, e in giro per Modena adesso sembra che tutti erano amici di Cesare ma io qualche anno fa ho sentito due persone che erano sedute in un bar nel tavolo dietro al mio che non ne parlavano mica tanto bene di Leonardi, anzi dicevano delle cose abbastanza sgradevoli a sentirle, e anche se io Leonardi mica lo conoscevo, a un certo punto mi ero anche girata per vedere in faccia chi era che diceva quelle cose lì e erano due signori con pochi capelli e abbastanza pancia che adesso probabilmente sono morti perché non senti più nessuno al bar che parla male di Leonardi, anzi, in giro senti che lo chiamano per nome,  della gente che se secondo me non l’ha mai incontrato.

E intanto che facevo questi pensieri qua, ho iniziato a guardarmi intorno, per capire se potevo mettermela nella borsa, la faccia del maiale, e portarmela a casa, che i Mongi boys sarebbero stati contenti di tornare da scuola e trovare il tronco con la faccia di maiale fatta da Leonardi sul mobiletto dell’ingresso di fianco al cassettino dove ci mettiamo le chiavi. Qualche persona ce l’avevo dietro le spalle, ma tutti guardavano oltre a me, in fondo alla sala, sotto alla poltrona a dondolo bianca che hanno appeso a una parete nera, che sotto al dondolo c’erano le persone che parlavano col microfono, e a me non ci badava nessuno, che il microfono gli occhi li attira. Allora ho avvicinato la mia faccia a quella del maiale e non si vedevano neanche i fili o le lucine tipo quelli di uno degli allarmi che ci sono nei musei, che si mettono a suonare anche solo se uno si avvicina un po’ più del consentito alla roba esposta, e allora ho provato a toccarla la statua della faccia del maiale, facendo finta di averci preso contro per sbaglio, come se mi fosse venuto un capogiro e mi fossi appoggiata per non perdere l’equilibrio, così se suonava qualcosa avrei potuto dire che mi era venuto un capogiro e mi ero appoggiata per non perdere l’equilibrio e nessuno si sarebbe insospettito e non ha suonato niente, e anzi la faccia si è leggermente spostata, che vuol dire che era solo appoggiata al ripiano dove l’avevano messa e forse me la potevo portare a casa davvero. Però la mia borsa è troppo stretta e la faccia di maiale non ci sarebbe stata dentro, o meglio magari un pezzo ci sarebbe anche stato, ma il grugno no, sarebbe sporto fuori e non potevo mica andarmene dalla sala con un grugno di maiale che usciva dalla borsa. Avrebbe di certo destato sospetti. E allora ho pensato che potevo nasconderla sotto la giacca, che l’avrei presa come si fa con le palle da bowling, mettendo le dita dentro i buchi, che nel mio caso erano le narici, e poi avrei piegato il braccio e ci avrei appoggiato sopra la giacca, e in quel modo sembravo in una posa assolutamente naturale, non come se avessi una palla da bowling o una faccia di maiale nascosta sotto la giacca.

Ma mentre ragionavo su come fare per non dare nell’occhio mentre prendevo per il grugno la faccia di maiale e ci buttavo sopra la giacca, mi sono accorta che la sala si era riempita di più e dietro di me adesso c’erano diverse persone e per il calcolo delle probabilità ad almeno una di queste persone che erano arrivate tardi alla conferenza e si erano messe in fondo alla sala, dietro di me, di quelli che parlavano al microfono non gliene interessava niente e così i suoi occhi avrebbero iniziato a spostarsi dal tavolo della gente che parlava e si sarebbero distratti a guardare in giro, anche perché con tutte le cose di Leonardi sparse la sala grande di Palazzo Santa Margherita fa una gran scena e ruba gli sguardi dai microfoni, così piena di sedie, sgabelli, tavoli e librerie di legno, che detta così non rende quanto sono belli questi oggetti e quanto ti fanno venire voglia di guardarli, e allora con tutti quegli sguardi distratti alle mie spalle era impossibile che nessuno non si accorgesse che mi stavo nascondendo sotto la giacca la faccia di maiale, così ho deciso di lasciarla lì. Però ci ho fatto una foto col telefonino e a casa l’ho stampata e l’ho appesa sul mobiletto dell’ingresso di fianco al cassettino delle chiavi. Ed è proprio una bellissima faccia di maiale, anche in foto. Peccato solo che non posso mettere le dita dentro le narici.

colonna sonora: Pig will not, PJ Harvey 

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