Posts Tagged ‘acqua’

PicsArt_1374088790949“Vuoi un po’ d’acqua anche tu Michi?”
Nessuna risposta.

“Michi, hai sete?”
Silenzio.

Michi è seduto in mezzo, tra Dadi e Giovi, tutti e tre allineati sul bordo del letto, davanti alla televisione che trasmette le avventure della loro eroina del momento, la maialina più famosa d’Italia, la mitica Peppa Pig.

Giovi mi ha appena chiesto da bere e si è scolato il bicchiere intero, Dadi ha visto che Giovi beveva e mi ha domandato anche lui dell’acqua.

“Michi, vuoi da bere?”, provo ad alzare il tono della voce ma Michi sembra non sentire.

Provo allora a solleticare le sue papille gustative, chiedendogli se preferisce CocaCola, aranciata o succo di albicocca. Ma anche in questo caso non ottengo risposta.

Gli faccio popi-popi sul naso, gli tiro un orecchio, provo a fargli il solletico sotto i piedi, ma niente.

Michi – sguardo fisso (verso l’infinito e oltre, come diceva Buzz Lightyear in Toy Story), concentrazione cubica, immobile come un coccodrillo prima di sferrare l’attacco – è completamente assorto, come se fosse in un mondo parallelo, forse troppo occupato a saltare nelle pozzanghere di fango insieme alla sua beneamata Peppa per sentire la mia voce, in ogni caso insensibile a qualsivoglia suono o manipolazione corporea provenienti dall’esterno di quel suo esclusivo universo.

Mi viene in mente quando mia mamma, quando eravamo piccoli, chiedeva ai miei fratelli dieci volte se volevano ancora un po’ di pastasciutta, prima di trasformarsi un mostro urlatore armato di ramina rotante e a quel punto ottenere una pallida reazione, del tipo “hai detto qualcosa mamma?”. Oppure quando sono nel pieno di un racconto entusiasmante di qualcosa di veramente fantastico che mi è appena successo e, insospettita dall’innaturale immobilità e dallo sguardo assente del mio husband Luchi, mi metto a recitare il Padre Nostro senza provocare in lui nessun cambiamento.

Luchi dice che è perché le donne parlano troppo e gli uomini, sfiancati da tante parole, attivano lo scudo del suono, per proteggersi. Sarà, ma allora, per osmosi genetica, ai miei figli deve essere passato uno scudo del suono intergalattico!

Intanto che medito su queste vicende finisce Peppa Pig, spengo la televisione, Michi si stira e dice: “Mamma, mi dai dell’acqua che ho sete?”

colonna sonora: When you were a postcard, Giardini di Mirò

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Stamattina ci siamo svegliati con la neve. Negli ultimi giorni è la norma, qui nella Siberia d’Emilia.
Dal cielo bianco latte si staccano irregolari straccietti di neve, in un turbinio di coriandoli che sembra una preview in bianco del carnevale imminente.
Se avesse nevicato meno, il programma della mattina sarebbe stato andare a bobbare (insuperabili pin accelerazione i sacchetti per surgelati dell’In’s discount) sulla collina del parco Amendola.
Se non avesse nevicato affatto, invece, saremmo andati in piscina, come ogni domenica standard. La piscina appunto, una sorta di mostro finale di quei videogame “sparaspara” nei quali la probabilità di uscire vivi è bassissima e il game over dietro l’angolo.  (altro…)

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