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bicicletta_powerIrughegia è un progetto di cohousing per 15 famiglie con bambini, descritto sinteticamente qui.
Rispettando gli standard previsti dal regolamento comunale1, a Irughegia dovremmo costruire 26 posti auto e un garage per famiglia, per un totale di 625 mq occupati da parcheggi, che vogliono dire 625 mq di potenziale spazio aperto in meno a disposizione, spazio che potrebbe essere utilizzato diversamente, ad esempio per un giardino, un’area gioco per i bambini o uno spazio per orti urbani.

L’investimento in parcheggi, oltre a consumare terreno, ha anche un costo elevato: l’incidenza che abbiamo stimato per realizzare tutti i parcheggi previsti sul costo totale di costruzione è del 10%, nell’ipotesi di realizzare parcheggi a raso, mentre sale al 13% in caso che una parte di parcheggi sia costruita in interrato, soluzione spesso necessaria per mancanza di spazio.
Tutto questo mette bene in luce il costo della dipendenza dall’auto2 della nostra società e la forte interrelazione tra scelte di mobilità, prezzi delle case e disponibilità di spazio aperto.

Tornando a Irughegia, il gruppo di famiglie che la sta progettando ha un approccio alla mobilità un po’ alternativo ed è altamente disponibile a sperimentare nuove modalità di trasporto, in particolare in sharing. L’idea stessa del cohousing si basa sulla ricerca di un modello abitativo più sostenibile, da un punto di vista sociale, economico e ambientale e la dimensione di vita comunitaria che caratterizza le esperienze di cohousing facilita di per sé l’adozione di comportamenti e stili di vita più attenti all’ambiente, come ad esempio la condivisione dell’auto e gli spostamenti in comune.

Niente di nuovo quindi, se si parla dell’opportunità di integrare il cohousing con il carsharing, ma d’altra parte penso che sia fortemente limitativo riservare solo all’iniziativa privata la volontà di sperimentare forme di mobilità in sharing, senza prevedere incentivi pubblici.

Un incentivo molto interessante, a mio parere, sarebbe il riconoscimento, da parte del Comune, del servizio di car-sharing, in termini di deroga agli standard di parcheggi previsti dai regolamenti. Voglio dire che se un gruppo di cohouser prevedesse un servizio di car-sharing strutturato e definisse con precisione le regole per usufruirne, penso che da parte dell’Amministrazione ci dovrebbe essere la disponibilità a consentire di realizzare un numero di parcheggi inferiore agli standard.

Un altro tema correlato alle forme di mobilità è quello della localizzazione dei parcheggi; per interventi di cohousing orientati ai bambini, come ad esempio Irughegia, assai qualificante sarebbe la possibilità di realizzare i parcheggi fuori dal lotto, consentendo un accesso solo pedonale e ciclabile alle case, al fine di migliorare la sicurezza e favorire l’autonomia dei bambini. Senza arrivare a casi esemplari come il quartiere di Vauban di Friburgo o quello di GWL-Terrein di Amsterdam, dove tutte le strade interne sono chiuse alle auto, non ci sono posti auto e garage, ma solo parcheggi ai margini del quartiere, e in cui circa il 70% delle famiglie non possiede un’auto ma gira a piedi o in bicicletta, con un carrello per portare i bambini o la spesa, penso che anche in Italia si potrebbe iniziare a sperimentare un modello di vita diverso e più sostenibile, partendo proprio dalla pianificazione urbanistica delle città, per superare il tradizionale modello abitativo a organizzazione atomistica, che ha contribuito alla crisi di socialità e relazioni in cui siamo sprofondati negli ultimi decenni.

Sicuramente prevedere elevati standard di parcheggio non è un modo per disincentivare il possesso di auto, ma al contrario incentiva il consumo di suolo e l’acquisto di nuove automobili. Un sistema intelligente per promuovere forme di mobilità sostenibile potrebbe essere, ad esempio, stabilire tariffe di parcheggio differenziate a seconda del numero di posteggi privati di ogni abitazione: in questo caso sarebbe gratis parcheggiare nei posteggi pubblici e lungo la strada per chi non ha posti auto privati (garage, posti auto condominiali, ecc), mentre il costo del parcheggio pubblico potrebbe aumentare proporzionalmente al numero di posti auto di proprietà.

Nella progettazione di Irughegia, stiamo provando a fare qualche simulazione anche in relazione alla mobilità; a questo proposito abbiamo pensato che, tenendo conto che siamo 15 famiglie con 34 bambini, potremmo mettere cinque auto in car-sharing e in questo modo passare dalle 25 automobili di cui disponiamo oggi a 11 auto, alcune private, altre condivise, riducendo il parco auto di oltre il 40%. Considerando che ci vogliono 70 giorni di lavoro all’anno per pagare i costi di un’utilitaria, nel nostro caso passare al car-sharing consentirebbe di risparmiare 770 ore di lavoro all’anno, guadagnando soldi e tempo libero.

Le esperienze estere più riuscite, inoltre, dimostrano che sono i car-sharing condominiali, cioè quelli che nascono tra vicini di casa, quelli che funzionano meglio e sui quali conviene investire come primo passo verso forme più evolute e professionali del servizio.

Anche parlando di mobilità viene confermato come la dimensione del vicinato sia quella più adatta per sperimentare forme di innovazione sociale che, se funzionano, possono essere poi diffuse a livelli più ampi: di quartiere, città, regione. E il cohousing, sotto questo punto di vista, è molto potente: permette infatti di ricostruire in piccolo le dinamiche sociali, economiche e ambientali che regolano la vita di una città, studiarle e aggiornarle, sperimentando nuove soluzioni ad un livello di scala ridotto. Irughegia per Modena è una grande occasione, io non ho dubbi, ma Modena è pronta per Irughegia?

colonna sonora: Revolution, The Beatles

NOTE:

1 Il Regolamento edilizio del Comune di Modena come dotazione obbligatoria di parcheggi per autovetture nel caso di abitazioni prevede, come parcheggi privati, 1 posto auto ogni abitazione fino a 50 mq di superficie utile, 2 posti auto da 51 a 100 mq e 3 posti auto ogni abitazione oltre 100 mq; dei parcheggi privati, almeno uno per abitazione deve essere un garage. Inoltre per ogni abitazione ci devono essere 0,5 posti auto come parcheggi pubblici.

2 Per dare qualche numero, secondo i dati dell’Aci, oggi in provincia di Modena circola un’auto ogni 1,6 residenti, che tradotto vuol dire che ci sono due macchine ogni tre residenti (oltre a un motociclo –scooter e moto – ogni 11 residenti). I dati del Censimento 2011 evidenziano inoltre che per andare al lavoro, l’80% dei modenesi usa l’automobile, solo l’1% l’autobus, mentre a piedi o in bicicletta si spostano il 14% delle persone.

 

Grazie a Enrico Bergamini per la consulenza tecnica, a Andrea Salvini per la foto.

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