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penitenza_bigliettoVisto che il Natale si avvicina, che a Natale sono tutti più buoni e che un regalo a Natale c’è per tutti, ricopio di seguito il testo di un biglietto che mi ha infilato in tasca Davide ieri pomeriggio, scritto di suo pugno:

“Domani matina ale 6 una penitenza ala mamma pulire tutta casa come era qando la comprta se non lo fai ti meto nele maliete pulite il tentrifico”

Analizzando il testo, a parte qualche evidente lacuna nell’uso delle doppie e nella mancanza di punteggiatura (nonostante Il libro degli errori di Gianni Rodari sia uno dei suoi preferiti), si nota una prima parte in cui chi scrive – nello specifico mio figlio primogenito, alunno di prima elementare, – usa la terza persona per informare in maniera formale il suo destinatario – nello specifico la madre, che poi sono io – che da lì a qualche ora sarebbe per lei scattata una penitenza, relativa a svolgere, in orario ancora notturno, elefantiaci lavori domestici, volti a riportare l’intero appartamento ad un livello di splendore paragonabile a quello che vi riluceva al momento dell’acquisto. Il fanciullo, così scrivendo, non sembra ricordare che il suddetto appartamento, si trovava, all’atto dell’acquisto, in condizioni igieniche quantomeno approssimative e che, successivamente, si è caricato anche di tutta la polvere dovuta ai pesanti lavori di ristrutturazione effettuati e che, per tali ragioni, il parametro della pulizia al momento dell’acquisto non è particolarmente rilevante per assicurare lo svolgimento di una penitenza con la P maiuscola.

Da sottolineare la scelta della tipologia di penitenza (i lavori domestici e non quelle che andavano per la maggiore quando io ero piccola come bere un bicchiere di olio di fegato di merluzzo, stare un’ora in piedi su un piede solo o dire alla maestra “non capisci niente, faccia di serpente”), che mette in luce le scarsissime doti della mamma in questione nello svolgimento delle faccende di casa. La ritorsione scelta in caso di inadempimento (la spremitura di un tubetto di dentifricio tra le magliette pulite e piegate) testimonia la consapevolezza cristallina di mio figlio primogenito del terrore che avrebbe suscitato in me la minaccia di essere costretta a rilavare e ripiegare le magliette cosparse di dentifricio.

Stamattina, appena sveglio, Davide si avvicina al tavolo della colazione brandendo a mò di coltello assassino un tubetto di dentifricio e con voce inquisitoria mi fa: “Mamma ti sei svegliata alle sei per pulire perfettamente tutta la casa, o devo andare a cercare le magliette pulite?”.

E io, bella come il sole, gli ho risposto: “Certo, ho messo la sveglia un’ora prima per riuscire a fare tutto, non senti com’è profumato il pavimento?”

colonna sonora: Don’t Worry Be Happy, Bobby Mc Ferrin

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