Posts Tagged ‘uomo del Monte’

L’uomo del Monte ha litigato con quelli che producevano le scatolette per i suoi ananas sciroppati. Quelli che sono diventati ricchi e potenti grazie agli ananas dell’uomo del Monte. Quelli che con gli ananas dell’uomo del Monte hanno costruito la loro fortuna. Beh, questi qua hanno deciso che era tempo di kiwi, altrettanto esotici ma molto meno impegnativi dei loro cugini ananas, molto più comodi da sbucciare, molto più veloci da mangiare, molto più facili da coltivare. E così da un giorno all’altro, questi qua hanno deciso che l’uomo del Monte non gli serviva più, sorpassato, inadeguato, scomodo, appuntito come i suoi ananas.

L’uomo del Monte io l’ho conosciuto una mattina di sole, mentre andava a scegliere, come tutti i giorni dell’anno, gli ananas più dolci e maturi. E mi ha dato l’impressione di essere una persona sincera, appassionata del suo lavoro, una persona che conosce bene la terra, quello che può dare ma anche quello che bisogna darle perché rimanga fertile, una persona con il viso sempre rosso, per il sole e per il carattere, una persona che sa che ci vuole ben più di un anno perché un ananas raggiunga la perfetta maturazione, una persona che assaggia, si sporca le mani, ci mette del suo, una persona che non abbandonerebbe mai gli ananas perché i kiwi sono più adatti alle logiche del mercato.

In soldoni è successo che quelli che con le scatolette per gli ananas dell’uomo del Monte sono diventati ricchi e potenti a un certo punto hanno rinnegato l’ananas, tutto d’un tratto troppo grande, troppo dolce, troppo giallo, troppo corazzato. Hanno dichiarato che così non si poteva andare avanti, tutto il business dell’ananas in scatola dipendeva troppo e solo dalla figura dell’uomo del Monte, l’unico in grado di capire quando l’ananas è maturo al punto giusto, l’unico che ha l’autorità di dire “sì”, che assicura che gli ananas siano raccolti e messi in scatola il giorno stesso, il primo che anche a noi, a suo tempo, aveva detto “sì”, con convinzione e trasporto.

La situazione è complessa e delicata, non sappiamo che fine farà l’uomo del Monte, ma il problema non è tanto legato alle sorti di un singolo uomo (seppur dotato di una capacità straordinaria di riconoscere il momento dell’esatta maturazione dell’ananas): da questa faccenda dipende infatti il futuro dell’ananas in generale, la sopravvivenza di piatti che hanno fatto conoscere la cucina cinese nel mondo o di cocktail universalmente famosi come la Pina colada. Tra ananas e kiwi sono ufficialmente aperte le ostilità, non si sa come andrà a finire, si sa solo che sul mercato non c’è posto per tutti e due.

colonna sonora: Should I stay or should I go?, The Clash

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Modena è tutta bianca. Ancora bianca e poco grigia, visto che girano poche automobili e lo smog non ha ancora sporcato troppo la neve. Erano anni che non mi ricordavo una nevicata così. Nel 1985, che avevo nove anni, era venuta tantissima neve: mi ricordo che ero andata a giocare in Piazza Grande con i miei fratelli, sopra dei mucchi di neve alti come la Porta dei Principi. Vorrei ritrovare le fotografie. Anche l’anno scorso in questo periodo è nevicato molto, ma non riesco a fare confronti. Ero all’ospedale con Vangio di appena un mese, con un paio di tubi attaccati da una parte al suo corpo e dall’altra a qualche apparecchio respiratorio. Durante le 168 ore che ho passato con il mio piccolo in quella stanza di ospedale, senza poter aprire le finestre e con un raggio di movimento massimo di meno di due metri, ho pensato spesso che l’ospedale mi ricordava troppo i centri commerciali, dandomi lo stesso forte senso di claustrofobia di quando perdo dalla visuale una qualsiasi via d’uscita. (altro…)

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L’altra notte ho fatto un sogno. Due mie vecchie amiche, sorelle dalla nascita, mi avevano invitato, con figli e marito, a casa loro, per il pranzo di Natale. Abitavano in un vecchio appartamento al terzo piano di un palazzo in stile parigino, di quella Parigi da Belle Epoque, boulevard e tarte tatin. (altro…)

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