Posts Tagged ‘verde’

La campagna romagnola è proprio bella, così piatta, così aperta e così antica. La nebbia gli aggiunge un non-so-che che la rende ancora più bella. Arriviamo a destinazione che il paesaggio è ancora sfuocato, come quando ti si appannano gli occhiali per il caldo, perché la nebbia è ancora bassa e diffusa. Siamo a San Martino in Villafranca, a pochi chilometri da Forlì, ma è già piena campagna. Scendiamo dalla Zafira equipaggiata con un severo navigatore tedesco, che puntualmente ci ha segnalato tutte le volte che stavamo superando i limiti di velocità. La tolleranza di questo aggeggio elettronico si è rivelata praticamente nulla, visto che Leda non è una col piede pesante, di quelle che quando guidano ti fanno provare emozioni forti, e bastava che facesse i 55 chilometri all’ora invece dei 50 previsti per far scattare la voce meccanica, che Cosetta non è riuscita a zittire in alcun modo, pur avendone provati tanti.
Fabrizio ci aspetta nel grande cortile dell’ex convento fascinosamente ristrutturato, dove abita con Simona e i loro bambini. E anche dove lavora, con Simona e altri amici architetti, che insieme condividono un approccio all’abitare sostenibile e sociale. Clusterize, il loro studio di progettazione, è stato ricavato nell’androne di accesso del convento, in uno spazio stretto e lungo, con i lati corti chiusi da porte vetrate, per mantenere quell’idea di passaggio aperto, che aveva originariamente. (altro…)

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L’incontro del 16 dicembre con le famiglie interessate al progetto di cohousing doveva servire anche a condividere una visione comune di quello che si vuole realizzare e un’immagine condivisa del posto in cui si vuole abitare: stabilire e chiarire i motivi dello stare insieme sono infatti la base sulla quale creare un gruppo solido, aumentando notevolmente le probabilità di costruire un’operazione di successo. (altro…)

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 La vita è già abbastanza complicata così, con tre figli piccoli, tutti maschi per giunta,
che ti chiamano di notte, uno perché ha sete, l’altro perché ha la pipì, il piccolissimo perché è tittadipendente,
che si svegliano prestissimo, carichi come delle molle, e ti buttano giù dal letto a suon di pupazzate, inferte però rigorosamente con oggetto transazionale ad elevata carica affettiva,
che vanno in asili diversi, sparsi per la città, e che dopo che li hai sistemati tutti sono le otto e mezzo di mattina e tu sei già così stanca che torneresti a letto,
che quando li vai a prendere dopo la merenda hanno sempre una fame da lupi, che uno vuole il “ciuccio orso”, l’altro che “non mi prendi mai in braccio”, il piccolo vampiro che “sempre la titta c’ha in mente”, (altro…)

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Non riesco a dormire. È notte. Davide, Michele e Vangio dormono nel loro futon tri-matrimoniale da più di cinque ore. Luca lo stesso, anche se da qualche ora in meno, lo sento russare piano, mentre gli abbraccio una gamba con la mia gamba, sotto un piumone 100% organic che non fa caldo per niente.

Mi alzo, vado in sala e mi siedo in camicia da notte davanti al computer, l’Apple di famiglia, una specie di animale domestico che fa tanta compagnia e non sporca niente.

Digito la parola “cohousing” e clicco sul pulsante “immagini” di Google. Il risultato sembra un sogno nordico: casette colorate, immerse nel verde, tanti bambini, tutti biondi e pallidi, nessuna automobile e il cielo azzurro. (altro…)

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